domenica 31 marzo 2013

RECENSIONE di ANNAMARIA PERROTTA


"Oltre la siepe... la verità" di Anna Giordano Il romanzo di Anna Giordano racconta la storia di una diciottenne, che viene travolta all'improvviso da una serie di avvenimenti che cambieranno la sua vita. La trama si sviluppa su percorsi metropolitani, dove abitualmente la vita scorre velocemente, spesso su binari paralleli e le esistenze difficilmente si incontrano. Tutto parte da una siepe, con le sue fronde rassicuranti, che cela un percorso da attraversare fino in fondo . È come il passaggio dall'età della spensieratezza a quella adulta, impossibile da rifiutare, per non rimanere in un'eterna fanciullezza. I personaggi del romanzo celano vite e personalità che non sarebbero emerse, se una serie di circostanze non avesse portato a svelare molti punti oscuri. Fin dalle prime pagine la ricerca della verità si rivela il punto focale della narrazione, che spesso tiene col fiato sospeso il lettore. Una verità anche scomoda, ma senza la quale mancherebbe un tassello importante, per capire la propria vera identità. Infatti da sempre l'uomo cerca di trovare risposte che diano senso alla sua presenza e alla conoscenza di sé. Il percorso della protagonista, quindi, è a mio avviso, orientato alla scoperta di sé, cammino difficile quanto più presuppone la messa a nudo di punti nevralgici sopiti. La protagonista esce dal proprio guscio rassicurante, per proiettarsi in un caleidoscopio di rivelazioni scomode, emozioni, colpi di scena e quando cadono i veli del quieto vivere, si scopre l'inquietudine, il turbamento e l'egoismo che accompagnano i gesti del non-amore. “Ho bisogno di far luce nel mio passato, per vivere il presente e il futuro con serenità e senza ombre” dice la protagonista e la strada per raggiungere questo obiettivo è come una siepe frondosa e profumata che bisogna oltrepassare, percorrendo una strada, talvolta oscura, stretta e piena di pericoli, ma alla fine della quale si potrà tentare di capire se stessi e la sincerità dei propri e degli altrui sentimenti. Ma la verità spesso ci sfugge di mano e più cerchiamo di afferrarla, meno essa si rivela.. E allora accontentiamoci di una verità, come recitano i versi di Gibran Kahlil ...Non dite: “Ho trovato la verità”. Dite piuttosto:”Ho trovato una verità”. Non dite: ”Ho trovato il sentiero dell'anima”. Dite piuttosto:”Sul mio sentiero ho trovato l'anima in cammino”. Annamaria Perrotta Per contattare l'autrice: annagrdn@hotmail.com Pubblicato da * * °° **OCCHI DI ARGO a 02:11 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

1 commento:

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